Museo



  Visita virtuale - Dettaglio sala

Sala T - Agricoltura e Vigili del Fuoco

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Entrando in questo locale è impossibile non essere attratti dall’Autobotte che rappresenta il pezzo più pregiato del Museo sia per il valore monetario che per l’angolino che si è ritagliato nel cuore dei cuggionesi. In molti ancora lo ricordano mentre circolava per le vie del paese nelle assolate giornate estive spruzzando poderosi getti d’acqua nel tentativo di mitigare la calura e la polvere delle strade non asfaltate. Questo autocarro FIAT 18 BL fu costruito nel 1915 e utilizzato nella prima guerra mondiale per trasporto truppa e materiali. Acquistato nel 1931 dal comune di Cuggiono fu modificato trasformandolo in autobotte ed aggregato al distaccamento dei Vigili del fuoco di Milano in via Sardegna dove contribuì a spegnere i numerosi incendi innescati dai bombardamenti. Elmi, asce, maschere antigas ecc. sono gli oggetti dei vigili del fuoco qui esposti. Il resto di questo ampio locale è dedicato all’agricoltura. Era questa l’attività preminente nella zona, per cui sono numerose le macchine e gli oggetti che qui si possono ammirare, alcuni dei quali molto antichi e rari come le forche in legno che risalgono al 1700. La particolarità di questi attrezzi deriva dal fatto che sono ricavati da una pianta di ontano fatta crescere e modellata per ottenere la forma voluta. I rastrelli in legno sono di fine ‘800 inizio ‘900 come pure i vari tipi di zappe e roncole. In pochi ricordano la mietitura del grano fatta con le falci con l’archetto come quella esposta assieme ai vari altri tipi di attrezzi per il taglio dell’erba come il “seghèss” utilizzato anche per la pulitura dei canali di irrigazione o la “misoia” con la quale si mieteva il grano. Queste lame venivano affilate con la “martellatura” utilizzando il particolare martello con il cuneo che fungeva da incudine mentre il filo veniva ravvivato dalla pietra “coda” infilata in un corno che il contadino appendeva alla cintura dei pantaloni. Una imballatrice manuale, gli aratri, l’erpice, la seminatrice occupano il centro del locale, mentre addossate al muro troviamo due sgranatrici per il mais. La “trieta” che si usava per trinciare le foglie del gelso ci ricorda che l’allevamento del baco da seta era molto diffuso nel nostro territorio, infatti la quasi totalità delle famiglie derivavano una parte del loro reddito da questa attività. Un curioso termometro per misurare la temperatura all’interno del fieno stipato sulle cascine, sono altri degli oggetti che possiamo ammirare e che ci riportano ad un periodo della storia del nostro paese che ancora ci affascina.
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Oggetti nella sala

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